
Erba, 23 luglio 2026
— C’è una foto che negli ultimi giorni ha fatto il giro del mondo più della finale stessa. Non un gol, non un’esultanza: un bagnetto. Un Leo Messi ventenne, ancora agli albori della sua leggenda, che lava con delicatezza un neonato di appena cinque mesi in una vaschetta di plastica. Quel bambino, quasi vent’anni dopo, si chiamava Lamine Yamal — e domenica scorsa lo ha affrontato da avversario nella finale del Mondiale 2026.Il destino scritto nel 2007Tutto nasce da un servizio fotografico organizzato da UNICEF nel 2007, come parte di una raccolta fondi benefica scattata al Camp Nou dal fotografo freelance Joan Monfort per il quotidiano Sport.
La famiglia Yamal vinse un’estrazione a premi legata proprio a UNICEF, che permetteva a un bambino di farsi fotografare con un giocatore del Barcellona. Nello spogliatoio degli ospiti, quel giorno d’autunno, c’era una vaschetta di plastica piena d’acqua saponata — e un piccolo futuro campione che non aveva idea di cosa stesse succedendo.
Messi, all’epoca già vincitore di due titoli di Liga e di una Champions League, non era il tipo estroverso: secondo il racconto dello stesso fotografo, all’inizio non sapeva bene come comportarsi con quel neonato tra le braccia. Poi lo scatto, e la storia si è fermata lì per anni.Perché è tornata virale oraLa foto era già riemersa online un paio d’anni fa, quando il padre di Yamal la pubblicò su Instagram con la didascalia “l’inizio di due leggende”.
Ma è con l’avvicinarsi della finale mondiale tra Argentina e Spagna che l’immagine è esplosa di nuovo, rilanciata dagli account ufficiali UNICEF: Messi, ambasciatore di buona volontà dal 2010, e Yamal, diventato di recente lui stesso ambasciatore UNICEF, si sono ritrovati protagonisti di un cerchio che si chiude — dal bagnetto neonatale al prato di MetLife Stadium.Lo stesso Messi, alla vigilia della partita, non ha nascosto lo stupore per quella coincidenza: parlando ai cronisti ha definito la foto “incredibile”, raccontando di aver scattato quell’immagine con Yamal da bambino e di trovare “pazzesco” che oggi si affrontino entrambi in un Mondiale.
Anche altri protagonisti del calcio europeo, come il centrocampista spagnolo Mikel Merino, hanno ammesso di aver inizialmente scambiato le foto per un fake generato dall’intelligenza artificiale, tanto la situazione sembrava surreale.Il colpo di scena: il video AI dopo la finaleMa la storia non finisce con la foto vera.
Dopo il fischio finale di domenica — Spagna corsara per 1-0 contro l’Argentina campione in carica, secondo titolo mondiale per le Furie Rosse e quarta stella sfumata per l’Albiceleste — sui social è comparso un cortometraggio generato con l’intelligenza artificiale che ribalta i ruoli: un Lamine Yamal diciannovenne, fresco vincitore della Coppa del Mondo, che lava i capelli a un Messi trentanovenne seduto in un secchio di plastica, con tanto di pallone e trofeo iridato accanto a loro. Il clip di undici secondi si chiude con una scritta che è quasi una dichiarazione simbolica del passaggio di testimone: “Tocca a me”.Il video, diffuso rapidamente su X, è un’animazione ispirata proprio allo scatto originale del 2007, ma capovolge la scena: questa volta è il giovane talento spagnolo a “fare il bagnetto” al suo idolo argentino, in un gioco visivo che ha conquistato tifosi di entrambe le nazionali.
Un cerchio che si chiude, in campo e fuoriAl di là della viralità social, resta il dato più bello: due ambasciatori UNICEF, generazioni diverse, uniti da un’immagine di quasi vent’anni fa e ora avversari — ma non nemici — sul palcoscenico più importante del calcio mondiale. Yamal ha sollevato la Coppa del Mondo a New Jersey; Messi ha dovuto arrendersi, ma con l’eleganza di chi, quel bambino in braccio nel 2007, lo aveva già in qualche modo “battezzato” al grande calcio.
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